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Ci ritroviamo alle nove all'Alpin Center di Crodo....queste erano state le ultime parole la sera prima. Manco a dirlo riusciamo a lasciare gli ormeggi alle 10 passate, sfidati dalle solite tentazioni della vicina e mitica pasticceria, armati come i pirati dei Caraibi facendo invidia a Jack Sparrow con il Pelfo che potrebbe essere il suo sosia perfetto, tra mute , bidoni, corde, trapani, telecamere e fotografo (il Parazzo) che secondo mè non si è ancora reso conto di niente e continua ad armeggiare con il suo telefono che in questi giorni è particolarmente bollente causa l'Everest...
canyoncanyon
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E’ carica la batteria del trapano chiedo io e un coro di siiiiiii mi fanno desistere dal provarlo. E sempre cosi quando si và in giro senza clienti sembra che tutti oggi siano in ferie e nessuno si preoccupi di niente tanto siamo in giro tra di noi . Quello che ne fà le spese è il Parazzo che lasciato solo con le sue macchine fotografiche ad un certo punto chiede aiutooooooo!!!! entriamo negl'orridi appena sotto la palestra di arrampicata di Premia (per chi non l'avesse ancora capito proviamo il primo canyon della stagione) Pelfo Sparrow gridando all'arrembaggio si fionda subito dentro con un bel tuffo carpiato di quelli che si vedono nella pubblicità della Sector praticamente dalla strada terrorizzando il povero Parazzo che comincia a guardarsi in giro e ad adoperare il bidone delle sue macchine come salvagente, Davidino opss Capitan Barbossa non stà più nella pelle e cerca di imitarlo tarantolato ,accorgendosi in ritardo che l'acqua oggi è proprio fredda, accidenti io ho dimenticato i guanti e m'invento un nuovo stile natatorio con le mani fuori, pozze magnifiche e paesaggi unici gli orridi non deludono ed in barba alla temperatura dell’ acqua si arriva alla prima calata,. Oggi le rapide sono bianche, segno che la neve in alto si stà ancora sciogliendo, chiamo Luca, Will Turner, (il bello del gruppo) che dovrebbe avere l'occorrente per sostituire un ancoraggio e mi appresto a sfoderare il trapano come Sparrow con la spada quando nel bel mezzo del foro trrrrrrrrrr......la batteria super carica si scaric, colpa tua colpa mia, tutti concordiamo che sarà colpa del povero Parazzo che non capisce ancora bene ,stordito dal freddo cosa stiamo architettando con tutte queste ferraglie. Comincio a preoccuparmi perchè nei Canyon come questo, una volta ritirata la corda della doppia, non ci sono vie di fuga fino all'uscita.

In quel preciso istante arriva Davidino Barbossa che dopo aver finito di parlare con Luca, Will Turner, di donne e di prestazioni del suddetto sfodera un magnifico perforatore a mano marca Petlzzzzzz, paragonandolo tristemente al suo…….. che momentaneamente ci risolve i problemi del caso (non quelli dell'olio di gomito).

Le pozze si succedono e in circa 4 ore (orario stimato al mattino un ora e mezzo massimo due) arriviamo all'uscita abbastanza provati dal freddo; l'unico tarantolato Barbossa si concede ancora qualche tuffo in più per esigenze fotografiche mandato al diavolo dal povero Parazzo che con le mani fredde non riesce più a manovrare bene il suo cannone. In men che non si dica risaliamo al parcheggio e saltiamo tutti sulla Perla Nera (il mio povero Ulysse) che dà per l'ennesima volta prova della propria grande abitabilità.

Le mute bagnate sono come i cani bagnati, a finestrini aperti riapprodiamo all’Alpine Center dove come un branco di pirati affamati arrembiamo la mitica pasticceria ma questa è un altra storia...

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 maggio 2007 )
 
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