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“Pronto??? Sono Giorgio. Se ti va, abbiamo ancora qualche posto per un’elicotterata questo Sabato in Alta Formazza”. Ci penso su + o – 3 nanosecondi e ovviamente dico di si. Rapido giro di chiamate per coinvolgere qualche altro invasato di freeride, ma riesco a raccattare solo Fabione…, sono già tutti impegnati, peggio per loro!!!!!!
La sveglia è da metronotte: h 4.15, appuntamento a Riale per le 6,45. Va beh, è lo scotto da pagare. Ciononostante, Venerdì sera esco a prendere un aperitivo con gli amici,……poi, siccome sono un debole, mi faccio convincere ad andare anche a cena, il risultato: la serata stava già decollando e prendendo una piega orientale…(questa la capiranno in pochi!!!)…Minchia le 4,30..!!!!!… sono già in ritardo…non ho sentito l’appello dello sveglia o forse si , ma l’ho spenta con la solita manata da Lunedì mattina...e poi qualche bicchiere di troppo si fa già sentire…
 
Ricapitolando ore dormite: 2 … il minimo sindacale, e fortuna che ad un certo punto il Guru è riuscito a convincermi ad andare a casa,…. ma fa niente… l’aria frizzante della montagna mi sveglierà (o almeno spero!!!!!!).. Mi do un senso lavandomi la faccia con acqua gelida, carico tutta l’attrezzatura e via che mi dirigo a cannone verso Gravellona, dove prelevo Fabione, anche lui un po’ in coma.. imbocco l’autostrada viaggiando come un pazzo… sperando di non aver aver fatto collezione di velox ..ultima tappa prima della meta: Crodo, anche Davide è a bordo. Poi tornante dopo tornante, curva e controcurva giungiamo a Riale. Stranamente siamo i primi...per Fabione c’è anche il tempo per “scendere in campo”… del resto essendo anche lui in ritardo, ha dovuto tagliare su alcuni convenevoli mattutini. Appena il tempo di riallacciarsi i pantaloni ed arrivano ben 2 pulmini e qualche macchina che piombano nel parcheggio come degli Unni…la loro parlata da Toscanacci D.O.C. ci conquista seduta stante….sono i nostri compagni di viaggio…e tra una battuta e l’altra facciamo subito conoscenza. Ma ecco che i nostri discorsi sono improvvisamente interrotti dall’arrivo dell’elicottero. Siamo in tanti, comprese le nostre guide di fiducia Giorgio e Davide. Ci organizziamo in piccoli gruppi di 7 persone e diamo il via alle danze. Salgo per primo, la giornata è spettacolare, l’elicottero passa rasente alle creste, riconosco i Corni di Nefelgiù, la Punta dei Camosci e la Punta del Ghiacciaio di Ban. Il lago Vannino è sotto di noi, circondato da gialle guglie granitiche che lo cingono. La neve non è molta, quest’inverno strampalato ci fa vedere tutti i segni della sua avarizia.
Mentre aspettiamo gli altri, assieme a Fabione e a Grazia, salgo alla croce posta sulla vetta della Punta d’Arbola (3235 mt), per fotografare il paesaggio. Le nostre digitali sono incandescenti,…scottano nelle nostre mani, scattiamo una compilation di foto panoramiche e primi piano da urlo, lo scenario è mozzafiato: davanti il Devero, più in là il massiccio del Rosa e via via l’occhio si perde sulle vette più belle della zona. Siamo colpiti da Giapponesite acuta, continuiamo a cliccare fino ad avere gli occhi a mandorla… Ma ecco che ci siamo, dopo altre 4 rotazioni, alla chetichella, ci siamo tutti. Veloce ed interessante briefing tecnico, in cui le nostre guide ci spiegano alcune nozioni tecniche delle discesa …le regole elementari di comportamento su ghiacciaio, oltre a farci una dettagliata spiegazione delle montagne che ci abbracciano. Ma bando alle ciance, sono le 8 scarse:…si inizia!!!!! E’ ora di sgasare …di far strillare i nostri FAT. Dopo esserci divisi in drappelli di 7-8 persone, ci lanciamo sul primo pendio. E’ abbastanza deciso. La neve tiene benissimo,.. duretta…. la sento cantare sotto i miei sci, ...non è polvere, ma lo stesso è un tripudio di adrenalina… eccezionale!!!!! E’ una figata, sembriamo proprio dei ragazzini, urla di gioia e versi da cabaret. Come falchi volteggiamo sul Ghiacciaio del Sabbione.
Di tanto in tanto, Giorgio tira fuori il ritornello che ci accompagnerà per tutta la giornata: “Eravamo io,…. Davide, il Borghi,….. Fidel,… gli ABBA, ecc, ecc…” insomma mancavano solo i Casadei e la Regina Elisabetta… nel proseguo, sentiremo questa frase almeno altre 1000 volte, ormai era già il nostro marchio di fabbrica!!!!!.…un vero tormentone che riecheggiava nelle valli!!!!!!!
Ma torniamo a parlare di freeride…..Dopo il primo muro, il tracciato si apre su di un plateau appena increspato dal sole, qui la neve non è il massimo…ma non abbiamo nessuna difficoltà. Lo attraversiamo velocemente e subito dopo i 2840 mt del passo del Vannino… tutti giù dal canalone… lunghi curvoni in piega e alcune rapide serpentine si susseguono, ognuno con la propria tecnica. Di tanto in tanto Davide ci mostra alcuni canali veramente tosti…mediamente sui 45-50° (da tener presente per le prossime uscite…).
Il gruppo è molto eterogeneo: ragazzi, ragazze, dinamici signori... ed inoltre tutta gente simpatica, … caciarona…che ha proprio voglia di divertirsi… c’è anche Gianluca, un ragazzino di appena 9 anni, ma dalla tecnica già molto ben affinata, che si lancia senza alcuna paura in spericolate discese (lo sci fuoripista è veramente per tutti!!!!!)
La neve scaldandosi migliora. Mentre stiamo transitando su un bel muretto, alziamo lo sguardo ed ecco apparire dall’alto Giorgio che con il suo gruppo si è infilato in un ripido pendio con neve stupenda…..Maurizio che impreca: “Ma guarda che è quel muro!!!!” “Nooooooooo, c’è lo siamo persi !!!!!”, ma nessuna paura, la giornata è ancora lunga…ci rifaremo ben presto….. e così sarà!!!!!
Tra una curva ed una battuta, in men che non si dica, siamo sulle rive del lago Vannino, appena all’imbocco del bacino stesso. Attendiamo l’elicottero, impacchettando per bene i nostri sci, per perdere meno tempo. Ed eccolo che arriva….ci si piega e ci si copre per evitare gli schiaffi della neve sollevata dalle pale. La seconda discesa partirà dal Blinnenhorn (3007 mt), sul Sidel. Si scende sulla sinistra rispetto al rifugio 3 A, siamo sul ghiacciaio dei Camosci, in prossimità del dismesso impianto. La discesa non è troppo impegnativa, ma pur sempre bella. La pendenza inizialmente non è molta, né approfittiamo per fare alcuni curvoni in piega, ben appoggiati sugli sci, poi, dopo il piano dei Camosci, troviamo qualche passaggio più difficoltoso, sia per l’aumento dell’inclinazione del pendio, sia perché la via inizia a stringersi. Siamo sotto il rifugio Città di Busto. Entriamo in una lingua di neve in cui i nostri sci fanno fatica a passare, ci immettiamo nel canalino scavato dal Rio del Sabbione, tenendoci alti sulla destra per evitare di finirci dentro.. la neve inizia a rammollirsi, il sole, caldo, è sempre più alto su di noi, ..il sudore riga le fronti, sembra di essere a fine Giugno, ci spogliamo del superfluo e imperterriti continuiamo fino ad arrivare al bacino artificiale di Morasco. Qui attendiamo l’ultima rotazione. Qualcuno si attarda sulle sponde del fiume, prima che lo stesso si immerga nel lago…all’arrivo dell’elicottero una scena comica a condire la già divertente giornata: l’elicottero passa nei pressi dell’acqua provocando un’onda anomala che prontamente bagna i malcapitati che sono nei pressi. Tra le risate generali siamo proiettati ai 2969 mt del Corno del Gries. Arrivano anche i reduci dello “Tsunami”, ancora visibilmente umidi. Fa sempre più caldo, ma la discesa è decisamente interessante. Le nostre guide valutano il tracciato da seguire, per trovare la neve migliore. E’ giù per la discesa finale. La neve inizia ed essere meno scorrevole, ci tiene più legati, ma il pendio è buono e il panorama ancor di più. Sulla destra ci accompagnano il Corno Brunni e Corno Mut. Punta del Termine è davanti a noi, e là dietro scorgiamo Pizzo Fiorina e Pizzo S. Giacomo. Passiamo sotto Punta di Valrossa, imboccando l’omonimo vallone che percorriamo con tutta la calma del caso per goderci il paesaggio.
Sono i saldi di fine stagione…: la neve è pappetta; le marmotte si aggirano furtive fischiettando e non si lasciano impressionare dalle nostre colorate tute…anzi ci guardano quasi divertite…c’è anche il tempo per esibirsi in qualche salto dalle roccette a scavalcare il fiumiciattolo sottostante…
Piombiamo dall’alto sul rifugio: Eccoci al Maria Luisa!!!!! Qui iniziamo un’altra fantastica fase della nostra giornata…è ora di rimpinzarci. E’ quasi l’una e la fame si fa sentire… Le cameriere ci portano le portate modello nastro trasportatore…non si fermano mai, assecondano tutte le nostre richieste…polenta, salsiccia, funghi, trippa, spezzatino di cervo e manzo,…non manca nulla... poi quando alla quantità si unisce anche la qualità,….e il tutto ben innaffiato da abbondante vino nero… Oltre ad essere buoni sciatori, siamo indubbiamente delle ottime forchette…nessuno si tira in dietro, è quasi una gara a chi, tra me e Fabione, mangia più polenta (o timballo di mais come la chiama lui)….i bis si sprecano…poi formaggi, caffè e gli immancabili amari, … la genziana la fa da padrone.. una vera festa…il clima è euforico,…le facce sono tutte sorridenti, quasi inebetite, ma non so se più per la splendida giornata di sci oppure per il tasso alcolico….(sinceramente penso per tutte e 2 le cose!!!!!!).
Allentata la cintura dei pantaloni come nei migliori pranzi matrimoniali, usciamo dal rifugio con un passo degno di un Barbapapà (eravamo indubbiamente più agili sugli sci…sarà colpa dell’abbondante vino????) per crogiolarci al sole….un’oretta di estremo relax in un ambiente eccezionale. Solo un velo di tristezza ci attanagliaquando rivolgiamo lo sguardo al ghiacciaio sovrastante, che, inesorabilmente, si sta, anno dopo anno, ritirando sempre più…ma questa è la natura, non possiamo farci niente, se non sperare in copiose nevicate per gli anni a venire, e continuare a rispettarla per poterne trarne godimento più a lungo possibile.
Si è fatta ora di scendere…salutiamo l’allegra brigata dandoci appuntamento alla prossima, percorriamo un leggero falso piano in direzione del Basodino, dove alla fine ci aspetta Diego con la Jeep, per portarci fino a Riale. Siamo alla frutta… in tutti i sensi, tant’è che il Fabione, nonostante la strada tortuosa e le innumerevoli buche in cui si va ad infossare regolarmente la Jeep, riesce addirittura ad addormentarsi.
Siamo tornati alla base: ci cambiamo rapidamente...tempo di una doccetta improvvisata nella fontana davanti al baretto di Riale ed eccoci pronti per tornare verso la civiltà… con gli occhi trasudanti di contentezza….
“Eravamo io,…. Davide, ..il Borghi…
Fidel…., gli ABBA,…ecc, ecc…”
See you at the next exciting adventure!!!!!!!!!!!!!!!!! Don’t miss it!!!!!
Bye-bye
X-Borghi
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