E’ tempo di Marinelli! Le telefonate come al solito si sprecano Fabio, Poldo, l'avvocato…le condizioni quest'anno sembravano non promettere niente di buono invece Fabio, che è il primo a ficcare il suo bel nasino da quelle parti, mi dice con la sua vocina “ ma si tutto ok, non male ma se continua questo caldo...carpe diem”! Con nessuna esitazione organizziamo due rotazioni con sei sciatori che per l’occasione sono necessariamente d’eccezione: Andrea, Dante, Lorenzo, Luca, Massimo e Simone. Si parte da Macugnaga, l’appuntamento è per le 7,45...arriva il solito Corrado questa volta con il B3, due parole e via subito.
 
In elicottero si accelerano le emozioni e nessuno è tranquillo. Al Colle del Lys l’integerrimo pilota comincia ad inveire, appena si entra nel ghiacciaio del Grenz le solite strane turbolenze si fanno sentire. Qualche gestaccio ma incredibilmente e con infinita dolcezza ci posiamo sul Colle Gnifetti. L’adrenalina è alle stelle. Inutile nascondere le proprie emozioni, la parete est del Monte Rosa per la sua imponenza sa ancora dire la sua. Risaliamo verso la Zumstein e finalmente vediamo l'entrata del famoso Canale. Il colore della neve, come avevo notato dall’elicottero, è un po’ scuro, gesti automatici si ripetono nervosamente come provare la tenuta degli attacchi. E’ Fabio a partire per primo, fa un traverso, una curva e noto che perde per un attimo lo sci esterno, mmmm.....si ferma e, come immaginavo, con la calma che lo contraddistingue, avvisa di stare attenti, c’è ghiaccio! L’ingresso è un posto strano, è come sciare sopra un tetto senza che ci sia la possibilità di vedere cosa ci sia o non ci sia sotto e forse è meglio così, un errore potrebbe essere fatale a chiunque! Saggiamente un cliente rinuncia subito e se ne và scendendo verso il Lys, incontro ad una qualche decina di scialpinisti che stanno risalendo verso la Capanna Margherita. Fabio ed io decidiamo di continuare. Sono un po’ preoccupato per la persona con gli sci da telemark che su nevi dure e ripidi pendii non offrono il massimo della sicurezza. Si continua, giriamo attorno a due seracchi invitando tutti a fare meno curve possibili...arriviamo dove la pendenza diminuisce un po’ prima delle rocce grigie, vero punto clou del canalone. Stamattina non sgela granchè e ad ogni curva che fanno i nostri clienti mi viene il mal di testa. Decidiamo di assicurare il telemarker nel tratto più ripido, gli altri, concentrati, vanno benissimo e addirittura si permettono qualche curva in più. Sono come in trance, la loro attenzione è stata rapita dall’estasi che procura una simile discesa. Ora giù dritti fino in fondo, salto del terminale ed un piccolo pensiero rivolto a Marco. Attracco a Macugnaga verso mezzogiorno e ci precipitiamo dalla Sabri....birre birre birre e ancora birre. Passa una turista che ci aveva binocolato e ci dice che ormai il Canalone è una classica ma che comunque eravamo stati bravi.
Io non capirò mai queste parole!!!! |